• Il bambino in lutto

Studio di Psicologia – Albignasego – Padova
D.ssa Cristina Anile

IL BAMBINO IN LUTTO. PERCHE’ BISOGNA  PARLARGLI 

Quando all’interno di un sistema familiare si verifica una perdita l’intera  famiglia ne viene sconvolta.

Ogni membro dovrà impegnarsi ad utilizzare al meglio le proprie risorse  per cercare di affrontare il grande dolore che porta dentro. Gli adulti solitamente, trovano conforto nell’esprimere le proprie emozioni e nel condividere il proprio dolore raccontando  della persona morta, parlandone come se fosse ancora in vita. Non capita raramente per esempio, che spesso a poco tempo dalla morte si vadano a ripescare foto di momenti trascorsi insieme, condividendo con gli altri le emozioni suscitateci dalla memoria del passato. Queste modalità che possono, essere per alcuni, più che per altri funzionali, sono difficilmente riscontrabili nei bambini,  i quali a volte si trovano a dover “piangere” una persona cara senza che qualcuno si preoccupi di informarli in modo veritiero dell’accaduto.

Infatti spesso la prima reazione dei familiari quando avviene un lutto in famiglia è quella di proteggere il bambino dal “ trauma della morte”  parlandogli con mezze verità, o raccontandogli storie a carattere fantasioso. E’ normale che tale atteggiamento venga messo in atto in un’ottica totalmente affettiva da parte del familiare, che per primo ha difficoltà ad accettare l’accaduto, ma quanto un simile atteggiamento può in realtà aiutare il bambino nell’elaborazione della perdita?

Diverse ricerche in letteratura hanno confermato che è essenziale coinvolgere il bambino in tutti i rituali funebri spiegandogli chiaramente cosa sta succedendo e perché sta accadendo. Ricordiamoci che quello  che  incute più ansia in noi  è  ciò che ci è sconosciuto, ciò che non ci viene spiegato e che in tal modo diviene impensabile. E’ importante quindi rendere il bambino partecipe, spiegandogli in modo semplice, ma chiaro ciò che è successo.

Se per esempio la persona deceduta è una delle figure genitoriali  è fondamentale dire ciò che è successo. Non facendolo, si potrebbe correre il rischio di far lavorare la fantasia del bambino verso situazioni immaginarie che potrebbero risultare ancora più dolorose e crudeli della realtà. Ancor peggio, dire al bambino che il papà è partito per un lungo viaggio, porterebbe il bambino a sviluppare  un senso di abbandono   verso la figura genitoriale, che verrebbe investita di sentimenti negativi. Bisogna invece dare al bambino l’opportunità di piangere il proprio genitore e di provare tristezza per questa perdita. E’ necessario,quindi, accompagnarlo verso l’accettazione della perdita, mostrandogli noi per primi un’autenticità dei sentimenti che in quel momento stiamo vivendo.

La famiglia avrà un ruolo rilevante in tale circostanza perché dovrà aiutare il bambino a esternare le sue emozioni, in modo particolare quelle che risultano più sconosciute al piccolo e che quindi lui stesso avrà difficoltà a gestire e a verbalizzare.  Tra le più comuni emozioni ricordiamo ad esempio,  la rabbia per ciò che è accaduto, la tristezza per la perdita subita, e la paura che ciò possa verificarsi nuovamente anche con l’altra figura genitoriale.

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