Separati ma pur sempre genitori

SEPARATI MA PUR SEMPRE GENITORI.

POSSIBILI  REAZIONI ALLA SEPARAZIONE GENITORIALE

Alcuni studiosi (Hetheringthon et al.,1990) nel valutare le conseguenze che la separazione genitoriale ha sui bambini hanno preso in considerazione delle variabili quali le caratteristiche del bambino, le caratteristiche della famiglia e i fattori esterni al nucleo familiare stesso.

E’ noto ad esempio che bambini e bambine reagiscono in modo differente alla separazione. Nei bambini  si possono presentare maggiormente problemi comportamentali che potrebbero mantenersi anche nei tre anni successivi, mentre nella bambine sembrerebbe manifestarsi una sintomatologia ansiosa/depressiva  che tenderebbe a diminuire nei due anni a seguire. Tale sintomatologia deve essere considerata una normale reazione, che può manifestarsi con disinteresse nel giocare, scarso rendimento scolastico, tristezza e apatia, accompagnati da pianto.

Il bambino in questa fase iniziale della separazione può anche fantasticare su una futura riappacificazione dei genitori e fare di tutto affinchè ciò possa verificarsi (Ferraris.,2008).

In modo generale possiamo dire che bambini con età fino ai 5 anni mostrano il loro disagio attraverso comportamenti regressivi a cui si accompagna anche il disturbo del sonno, spesso presente perchè il bambino teme l’abbandono dei genitori.

Nella fase successiva dai 6 ai 10 anni riscontriamo due momenti, uno in cui si manifestano principalmente sospiri  e singhiozzi accompagnati dalla tristezza di non vedere più il genitore andato via di casa, e un momento successivo in cui prevale un grande sentimento di rabbia verso la figura genitoriale che è considerata colpevole della separazione.

Bisogna sapere inoltre, che gli effetti che la separazione ha sui bambini può anche dipendere dal modo in cui questa viene loro comunicata.

Come per ogni evento che coinvolge il nucleo familiare, anche nel caso della separazione è importante informare il bambino su ciò che sta accadendo, e farlo con parole molto chiare e comprensibili.

Il bambino deve essere informato sui cambiamenti a cui andrà incontro, ma nel contempo  rassicurato  nel fatto che tali modificazioni non comporteranno allontanamenti ingiustificati dalla figura genitoriale non affidataria. Nonostante le differenze che caratterizzano ogni bambino, la scelta migliore sarebbe che entrambi i genitori fossero presenti nel comunicare al bambino la decisione di separarsi. Ciò permette al bambino di sentirsi amato indistintamente dai due genitori, e la sua paura di essere abbandonato da uno dei due viene contenuta.

L’elemento più importante della comunicazione è l’amore. Al bambino deve essere spiegato che i genitori si sono amati nel momento in cui è stato messo al mondo e che nonostante la separazione, l’amore nei suoi confronti non avrà mai fine. In tal modo il bambino percepirà anche come meno traumatica la separazione fisica.

Nonostante la complessità di tale momento del ciclo di vita familiare si è visto che con le dovute accortezze, la maggior parte dei  bambini riescono ad accettare la separazione genitoriale in modo positivo, mentre altri continuano a sperimentare disagi e a svilupparne altri, anche dopo il periodo centrale di crisi. In tal caso sarebbe opportuno che i genitori ponessero attenzione a comportamenti da loro ritenuti ” anomali”  e nel caso chiedessero aiuto ad un professionista per essere supportati nello svolgere al meglio la loro funzione genitoriale.

Concludiamo con il dire che ad essere traumatico non è tanto la separazione in se, quanto piuttosto  l’allontanamento della figura genitoriale che il bambino avverte o teme.

Bibliografia

  • Hetherington  E. et al.(1990) The impact of divorce on life span Development: Short and long term effects.
  • Oliverio Ferraris A (2008).  Non solo amore. I bisogni psicologici dei bambini. Milano. Giunti Ed.