• Il lutto per una morte improvvisa, ma non violenta
  • Comunicazione nella coppia - Psicologo

Studio di Psicologia – Albignasego – Padova
D.ssa Cristina Anile

Il lutto per una morte improvvisa ma non violenta, come quella che può essere una morte per infarto, aneurisma,  ictus ecc.ecc, è un lutto particolare in quanto non può essere identificata come una morte traumatica perchè non vi è la violenza con la quale la morte è sopraggiunta, ma rimane comunque  presente la caratteristica dell’ improvvisatezza con la quale invece si è presentata. Inoltre la perdita è avvenuta in seguito ad un problema di salute e quindi a causa di una patologia, ma a differenza di malattie a lungo termine come possono essere le malattie oncologiche, manca quello che viene definito “anticipatory grief” (“dolore anticipatorio” vedi lutto oncologico) che contribuirebbe a una elaborazione più funzionale del lutto.

Nei casi di un lutto per una morte improvvisa i parenti si trovano a vivere delle emozioni di profonda incredulità; alcune volte, per altro, i familiari sono completamente inconsapevoli delle criticità di salute del defunto (e spesso anche quest’ultimo lo era) e tutto ciò può contribuire ad amplificare il senso di impotenza e di shock, una volta appresa la notizia.

In questi casi in cui la morte non è “attesa o annunciata” per la famiglia potrebbero aggiungersi delle difficoltà, oltre che emotive anche di tipo pratico. Nei casi di forte shock diviene infatti difficile portare avanti compiti che richiedono una determinata continuità. Il forte dolore, specie nei momenti successivi all’accaduto, spesso prende la maggior parte  delle energie della persona, che si ritrova  a dover gestire una nuova realtà avvertendo però una momentanea difficoltà nel farlo. In tali momenti è necessario avere la forza  di chiedere aiuto. Questo può sembrare scontato ma non lo è. Molte persone in lutto hanno difficoltà nel  farlo perchè temono che la loro tristezza e il loro dolore possa essere di peso agli altri. E’ importante invece, uscire da tale visione e concedersi l’opportunità e il diritto di  poter essere aiutati.

In seguito al lutto si potranno avere reazioni di diverso tipo a livello emotivo, cognitivo e comportamentale. E’ probabile che venga avvertita  una forte stanchezza, difficoltà di concentrazione e di memoria, inappetenza, disturbi somatici.  A livello comportamentale potreste avere difficoltà nel condividere del tempo con altri, aggressività o rabbia (a volte anche ingiustificata), disinteresse per tutto ciò che prima era fonte di soddisfazione, difficoltà nei luoghi di lavoro ecc. ecc. Queste potrebbero essere alcune delle normali e comprensibili reazioni al lutto. La mente, cosi come il corpo, ha bisogno di tempo per riacquisire e riutilizzare le proprie risorse in modo produttivo.  Ciò è ancora più vero quando la morte sopraggiunge in modo improvviso lasciando un senso di incredulità  in chi la vive, senso di incredulità che si amplifica quando la perdita ha come attori principali giovani in pieno stato di benessere.

Ciò che è fondamentale pensare è che emozioni cosi forti non saranno avvertite sempre con tale intensità, e che anche le emozioni negative possono modificarsi nel tempo, lasciando spazio alla speranza di una nuova serenità. E’ normale che ciò richieda tempo e pazienza. Per alcuni questo tempo sarà più lungo, mentre per altri lo sarà di meno. Sarebbe troppo limitante, parlare  di tempi stabiliti e uguali per tutti . Ogni persona ha il suo tempo. Ed è nostro dovere rispettarlo.

Tale visione vede il lutto come un percorso intimo che consiste nel far si che le memorie del passato rimangano ben salde dentro ma che nel contempo  lascino spazio  e diano possibilità di creare nuove esperienze e nuove memorie.

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