• La masturbazione
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Psicologo Albignasego – Padova
D.ssa Cristina Anile

La Masturbazione Compulsiva

La masturbazione è uno tra i comportamenti più primitivi con cui l’uomo viene a contatto. Infatti, fin da piccolo, il bambino/a entra in contatto con il proprio corpo, iniziando a conoscerlo attraverso la masturbazione. Naturalmente nel bambino tale comportamento assume un significato diverso rispetto a quello che poi ritroviamo invece nell’adolescente o nell’adulto.

Per diverso tempo il tema della masturbazione è stato considerato un tabù, in quanto investito, a livello culturale e sociale, di un significato prevalentemente negativo e vergognoso, piuttosto che come modalità di conoscenza del proprio corpo.

Oggi, diversi studi hanno mostrato invece che la masturbazione può aiutare la persona anche nella futura relazione di coppia, in quanto la capacità di comprendere i propri bisogni e i propri piaceri, in primis, renderebbe più semplice il richiederli, in seguito, al  proprio partner.

La masturbazione però può assumere dei connotati più limitanti e negativi nel momento in cui si trasforma in dipendenza, assumendo caratteristiche compulsive e ossessive, e arrivando ad incidere notevolmente e negativamente sulla vita relazionale e intima della persona.

Parliamo di masturbazione compulsiva quando vi è un bisogno irrazionale e  urgente che conduce la persona a masturbarsi in modo ripetuto nell’arco della giornata.

Ma cosa potrebbe esserci sotto un comportamento masturbatorio compulsivo?

Una volta  eliminato qualsiasi dubbio di origine organica e fisiologica, si può pensare che l’atto masturbatorio possa avere un significato compensatorio tale per cui, viene messo in atto al fine di alleviare situazioni di forte tensione, ansia, frustrazione, che la persona non riesce a gestire in altro modo, e che trova sfogo nell’atto sessualizzato, in cui il soggetto sente spesso di avere il pieno controllo.

Tale comportamento;

  • condurrebbe ad una riduzione del sintomo ansioso o depressivo, offrendo così  una situazione momentanea di piacere, che porterebbe a ripetere l’atto ogni qualvolta si presenti una situazione che incute disagio o senso di inadeguatezza nella persona;
  • si ripeterebbe anche quando la persona cercherebbe in diversi modi di evitarlo, ciò potrebbe accadere visto la natura egosintonica del comportamento, finalizzato cioè al soddisfacimento di un bisogno intimo e interno alla persona.

Seguendo tale approccio, diventa eccessivamente semplicistico concentrarsi esclusivamente sull’atto masturbatorio, ma bisognerà porre l’occhio terapeutico  soprattutto su ciò che  fa scaturire e originare tale comportamento, divenuto, spesso, di significato primariamente meccanico per l’ individuo.

  • A cosa serve masturbarsi in modo compulsivo?
  • Da quali pensieri ed emozioni  mi allontana?
  • Quali emozioni anticipano questo mio comportamento?

Queste sono alcune domande alle quali potrebbe essere interessante rispondere…

E’ inoltre importante dire che, molto spesso, tale comportamento viene vissuto dalla persona con forte senso di colpa e vergogna, sentimenti legati alla cultura sessuale familiare con cui il bambino e, in seguito, il/la ragazzo/a  è stato/a abituato/a a vivere la sessualità, nonostante oggi sia oramai risaputo che se agita con controllo, la masturbazione non crea danni né fisici e né mentali al soggetto.

La persona quindi che pensa di soffrire di una modalità “masturbatoria disfunzionale”, tale da essere definita quasi una dipendenza sessuale, può arrivare a vivere la sessualità con forte disagio, senso di inadeguatezza o anormalità, tanto da incidere negativamente non solo sulla vita individuale, ma anche di coppia.

In questi casi potrebbe essere opportuno intraprendere una consulenza con uno specialista per cercare di riappropriarsi di  una visione della sessualità positiva, costruttiva e realmente soddisfacente.

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