• Il Bullismo

Psicologo Albignasego – Padova
D.ssa Cristina Anile

IL BULLISMO

Il bullismo può essere definito come un insieme di comportamenti aggressivi,  svalutanti, intenzionali e continuativi messi in atto da una singola persona, o da un gruppo, verso un’altra reputata “diversa o debole”.

Per parlare di bullismo è necessario che vi sia una sorta di “ asimmetria” nella relazione. Questo per specificare che un normale litigio tra coetanei non rientra nel concetto qui argomentato. Tale comportamento può manifestarsi in maniera diretta (atti evidenti di denigrazione) o indiretta (attraverso l’ esclusine volontaria della persona dalle normali attività ludico-sociali). Quest’ultima forma di bullismo è solitamente più presente nelle ragazze.

Il Bullismo, essendo una situazione che dura per diverso tempo, è un comportamento che, se sottovalutato, può essere matrice di forti difficoltà relazionali e psicologiche nei bambini e negli adolescenti. I continui attacchi subiti possono contribuire ad aumentare lo stato di ansia e inefficacia percepita dal ragazzo-vittima, aumentando, di contro, nel bullo la sensazione narcisistica di potere e dominio.  Gli effetti del bullismo sulla vittima potranno dipendere da diverse variabili quali, la durata della vessazione, l’eta della vittima, le maturate o meno strategie di coping.

Visto il grande aumento di atti vessatori nei confronti di chi, per un motivo o un altro, non è in grado di reagire a tali soprusi, è fondamentale prevenire l’insorgenza di questi o, quanto meno, mostrare una forte attenzione nei confronti di determinati comportamenti “campanelli di allarme”.

Quando un bambino vive situazioni di alta tensione, paura e vergogna, spesso mostra dei segnali ai quali  non sempre viene data la giusta importanza, perché ritenuti tipici dell’età, o semplicemente malesseri passeggeri. In questo caso il ruolo del genitore è di fondamentale importanza.  

Un buon comportamento preventivo che un  genitore può mettere in atto è l’ abituare i propri figli a condividere i propri stati emotivi, in modo particolare quelli che riguardano la rabbia, la frustrazione e la tristezza. Ciò è un lavoro al quale il genitore deve dedicare tempo fin dalla tenera età del bambino. Bisognerà educare il piccolo al riconoscimento delle emozioni e alla loro valorizzazione. In tal modo il bambino apprenderà che tutto ciò che sente, se vuole, può essere condiviso.

Questo risulta di rilevante importanza perché spesso capita che i bambini/ragazzi vittime di bullismo provino vergogna  nel raccontare le violenze che subiscono, arrivando anche a pensare  di meritare ciò che viene loro fatto, perché grassi, perché troppo bravi a scuola, perché omosessuali, perché figli di genitori separati ecc.ecc.

Nell’insegnare l’importanza dei vissuti emotivi ai nostri bambini, insegnamo il valore della loro persona, insegnamo ad amare se stessi nonostante emozioni forti che a volte possono fare paura.

Qundi a pari passo dell’educazione emotiva vi è anche la capacità di riuscire a far capire  il  valore della loro persona. Questo potrà aiutare il bambino a farsi forza nel reagire, e nel chiedere aiuto dinanzi situazioni di pericolo e di violenza. Una scarsa autostima infatti, è spesso  caratteristica peculiare delle vittime di bullismo.

Se io credo di non valere nulla, probabilmente penserò che è bene subire quelle cose, o potrò pensare che nessuno muoverà un dito per una persona che vale cosi poco. Fate capire ai vostri figli che nessuno, e poi mai nessuno dovrà ferire la sua persona, qualsiasi sia il motivo.

ABITUATE I VOSTRI FIGLI A CHIEDERE AIUTO. ABITUATELI A CAPIRE CHE CHIEDERE AIUTO NON è DA CODARDI MA E’ DA PERSONE CHE NON SI ARRENDONO DINANZI LA VIOLENZA GRATUITA.

Siate voi il loro grande esempio.

 ALCUNI DEI SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE :

  • Il ragazzo non va volentieri a scuola
  • Mostra disturbi psicosomatici (cefalea, dolori addominali, astenia, enuresi, inappetenza, disturbi del sonno, etc.)
  • Disturbi psicologici ( disturbo d’ansia, fobia sociale, sintomi depressivi ecc)
  • Non esce con i coetanei
  • Sembra particolarmente introverso e insicuro
  • Commette atti autolesionistici
  • Chiede continuamente soldi senza giustificato motivo
  • Insufficiente e insolito rendimento scolastico