COS’È IL LUTTO TRAUMATICO

Il lutto traumatico è caratterizzato dalla perdita IMPROVVISA E VIOLENTA di una persona cara.

La  causa della morte  in questi casi è da ricondurre ad  un evento esterno come un incidente stradale, suicidio, incidente sul lavoro, catastrofe naturale.

 

DA COSA SI DIFFERENZIA RISPETTO GLI ALTRI LUTTI

La peculiarità di questa perdita è l’improvvisatezza e la violenza con la quale si sperimenta la morte.

L’aspetto improvviso con il quale si presenta l’evento porta la persona cara a doversi distaccare dal proprio amato senza la possibilità di un ultimo saluto, e ciò lascia spesso nelle persone che sopravvivino a questo tipo di perdita emozioni molto intense, dolorose e contrastanti.

L’aspetto della violenza invece porta le persone a doversi confrontare con quello che forse è uno dei lati più terribili di questa tipologia di morte.

Quando si parla infatti di lutto traumatico la persona deve fare spesso i conti con la fase della comunicazione di morte, del riconoscimento del corpo, e con tutte le dinamiche pratiche che hanno condotto il proprio caro alla morte.

La componente della violenza e dell’inaspettatezza della morte rendono questo lutto particolarmente difficile e complesso da gestire a livello psico- emotivo, richiedendo alle persone un carico di energie mentali e fisiche difficilmente reperibili a seguito dell’evento.

PERCHE’ PUO’ ESSERE UTILE CHIEDERE  UN AIUTO PROFESSIONALE

“Il dolore è ancor più dolore se tace”   così scriveva Giovanni Pascoli sulla sofferenza umana.

In realtà nel caso di una perdita, non vi è nulla di più vero di quanto scritto dal saggio poeta.

Non vi potrà mai essere nulla che riporterà indietro il proprio caro, che potrà offrire la possibilità di dire e di fare quello che non si è avuto il tempo di condividere quando era con noi, ma ciò non vuol dire che non si potrà, con i propri tempi e i propri strumenti, lavorare per la costruzione di un nuovo equilibrio.

Il chiedere un supporto psicologico a seguito della morte di un proprio caro, può significare ritagliarsi un momento per vivere i propri ricordi, la propria sofferenza con la piena libertà di poter esprimere ciò che si pensa e si vuole.

E’ un percorso quello del lutto, molto tortuoso e difficile, che spesso richiede una forza e un coraggio che la persona sofferente in quel momento può credere di non avere.

Fermarsi ad ascoltare il proprio dolore può essere un primo modo per non soccombere ad esso, ma contrariamente per imparare a gestirlo e a conviverci.

Non bisognerà combattere il dolore e la sofferenza causati dalla mancanza del proprio amato. Queste emozioni, seppur devastanti per chi le sperimenta, sono semplicemente la risposta diretta dell’amore che si prova per chi non ci ha lasciato.

Psicologo Albignasego Padova – D.ssa Cristina Anile

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